Campanile sommerso a Curon
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Il campanile sommerso a Curon

Oggi vi porto in un luogo iconico, diventato famoso grazie ad una serie Netflix girata pochi mesi fa proprio qua. Sto parlando del campanile sommerso nel lago a Curon, simbolo della Val Venosta. Paesaggio da cartolina, fiabesco e suggestivo. Un luogo che incanta e suggestiona ma che nasconde una storia alquanto triste. Siete pronti a scoprire insieme questa inusuale meta e la leggenda che si cela dietro il campanile?

Un giovedì pomeriggio piovoso. Procedendo in macchina direzione Passo Resia veniamo colpiti dalla vista di un campanile sommerso in mezzo al lago. Avete sentito bene, un campanile si innalza proprio di fronte a noi in mezzo al Lago di Resia. In poco tempo ci documentiamo e scopriamo di essere in un luogo leggendario che nasconde anni di storia. Scopriamola insieme 

La storia del lago diventato leggendario

Per chi di voi non conoscesse la storia di Curon, questo campanile risale al XIV secolo ed è testimone della diga costruita subito dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale.

Fino alla metà del 1900 in questa zona si trovavano due laghi separati: il lago di Resia e il lago di Curon. Proprio dove oggi è situato il campanile, all’epoca si trovava il paesino di Curon abitato da circa 120 famiglie che vivevano di allevamento e agricoltura. 

Il progetto originale si data al 1920 e prevedeva la costruzione di un bacino artificiale per la produzione di energia elettrica. Attraverso questo invaso nella zona del lago di Resia e di Curon il livello dell’acqua si sarebbe dovuto innalzare di 5 metri. Il progetto ottenne l’autorizzazione ma non venne mai implementato. È solo nel 1939 che il Ministero autorizzò il progetto ad una società che si sarebbe occupata di costruire la diga. Il livello dell’acqua venne innalzato di 22 metri, a scapito dei 5 metri iniziali previsti dal progetto originale.

Passò qualche anno, scoppiò la Seconda Guerra Mondiale, fino a quando nel 1947 iniziarono i lavori. L’acqua sommerse il vecchio paese di Curon, parte del paese di Resia e circa 700 ettari di terreno. La popolazione perse le proprie abitazioni e fu costretta ad emigrare. Tutto ciò che rimase sopra il livello dell’acqua fu il campanile a cui vennero tolte la campane nel 1950. 

Cosa vedere nei dintorni del lago di Resia

Meta perfetta sia in estate sia in inverno. In estate potrete soggiornare qualche giorno in uno dei borghi vicino al lago. Vi consiglio l’hotel famigliare Gasthof Gemse dove sono stata da poco, è un’ottima base di partenza per rilassarsi e visitare le aree limitrofe. Potrete dedicarvi al trekking (a pochi km c’è il Parco Nazionale dello Stelvio) oppure dedicarvi al cicloturismo. Una fantastica pista ciclabile vi permetterà di raggiungere Merano da Resia. 82 km di prati e boschi verdeggianti. Per chi fosse interessato ad andare oltre confine, a 10 minuti da Curon si è in Austria. 

In inverno, potrete sciare, ciaspolare o godervi una giornata di relax a Merano, famosa per i suoi centri termali. Insomma, non avete che l’imbarazzo della scelta. 

Campanile sommerso a Curon
Fonte: Cammini d’Italia

Qualche curiosità su Curon

L’area è talmente suggestiva da aver posto le basi per la realizzazione di una serie Netflix intitolata appunto Curon. La serie è stata girata appunto qui ed è andata in onda qualche mese fa. Anche se non siete amanti dei thriller ve la consiglio. Piena di colpi di scena, vi farà innamorare della valle e delle leggende che si celano dietro queste incantevoli montagne. 

A proposito di leggende..

La leggenda vuole che nei mesi più freddi dell’anno qualcuno senta ancora le campane suonare.. 

Cosa mi porto a casa da questo viaggio

Ecco la triste storia che si cela dietro a questo lago diventato leggendario, una storia che mi ha particolarmente colpito per la sua tragica connotazione e che ha suscitato in me parecchie riflessioni. Viviamo nella famosa società liquida di Bauman. Siamo abituati a visitare i luoghi nella stessa maniera in cui ci approcciamo alla vita e le nostre relazioni. In maniera superficiale, senza la volontà di approfondire le circostanze in cui viviamo perché qualsiasi impegno a lungo termine diventa un ostacolo. Ecco, questo viaggio e questa visita a Curon, mi hanno fatto riflettere quanto invece sia importante distaccarsi da questo approccio liquido per adottare invece uno spirito più critico verso la realtà che ci circonda. Non fermarsi ad ammirare un fantastico campanile in mezzo ad un lago senza badare la storia e la sofferenza che si può nascondere ma andare sempre oltre la realtà che ci appare. Voler sempre capire il perché le cose sono così.

Se siete appassionati di laghi, vi consiglio una visita al Lago Maggiore. Potete leggere qui l’articolo

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